Turiddu Salvatore Paladino è stato prelevato da una nave extraterrestre da popoli spiritualmente evoluti nella luce (vedi youtube  SALVATORE PALADINO: CONTATTO EXTRATERRESTRE 1970). Il nome siciliano Turiddu significa “colui che salva”, è stato un drastico, profondissimo, estremo, amorevole e spietato insegnante capace di scuotere le coscienze e ravvedere coloro pronti al passaggio quantico del Nuovo Mondo. Ha lasciato su youtube più di 600 video dopo l’ultimo massacro subito che limitò drasticamente il suo agire esseno indipendente e svincolato, per il bene dell’umanità e l’evoluzione sua medesima e del suo angelico e divino Alter Ego di nome Salvatore
I toni drammatici e austeri, solo apparentemente volgari, caratterizzano la vita di Turiddu rendendolo un personaggio particolare e influente per la validità delle informazioni di base e messaggi avanzati molti anni prima che fossero comprese dalla moderna società e coscienza spirituale dei pochi risvegliati. Ora, l’umanità intera necessita seriamente considerare tali Leggi Universali per invertire lo spin, la direzione alimentare, il programma di vita sulla Terra, dandole così un respiro e la possibilità di rigenerarsi. Salvatore spiega per tutta la vita, guarendo i malati amici e nemici a costo zero, come debellare la malattia e ritardare la nostra partenza per altre dimensioni, rimanendo in perfetta salute. Durante il soggiorno terapeutico a casa sua durato tre mesi, Salvatore mi raccontava che i piaceri della vita che evadono dal sano equilibrio, naturalezza e buon senso alimentare e di vita, sono utili quando avvengono sporadicamente, vissuti e somministrati come medicine durante il lungo eterno processo di depurazione dei nostri sette corpi ( uno fisico e sei sottili ), altrimenti sovrastano e alterano la salute, depressione energetica, sofferenza, malattia e alle estreme conseguenze anche fine la del viaggio sulla Terra

 
 
Mangiamo per vivere, non viviamo per mangiare
 
 
Tratto dagli scritti di Salvatore Paladino:
 

I pasti una volta erano frugali: cipolle, pomodori, pane, patate, ne frutta né verdure che costavano un casino. A me per vivere mi basta un sorso d’acqua, un po’ di verdura cruda, e un po’ di pane giusto. con peperoncino, aglio, prezzemolo, zenzero, un po’ di olio. Ne ho mangiato poco e l’altro l’ho tenuto per dopo. L’aglio fresco contiene zolfo e altre sostanze, è meglio del viagra.  Una volta gli antichi campavano con poco oggi, invece, la gente entra nei supermercati per comprare prosciutti, salami, mortadelle, carne di vitello di tutti i tipi e misure. Mettiamo troppa cacca dentro di noi che non viene mai elaborata e nemmeno assimilata. Le farine raffinate poi sono da evitare assolutamente, sono colla e ci facevo gli aquiloni.. meglio integrale. Le feci stagnano nel dotto vicino l’ano e cominciano tutte le malattie, ragadi, emorroidi, prolassi, fistole. Cioè noi vogliamo nutrire i bambini del terzo mondo con tutte le nostre sporcizie che stanno meglio di noi.

Gli esseni avevano un pasto frugale. A noi basta soltanto l’informazione che i nostri intestini prendono attraverso i villi per poi trasferirli ai geni che creano tutte le sostanze di cui il corpo ha bisogno. Tale processo si chiama “trasmutazione biologica di Muramoto”, in quanto il nostro corpo è come un athanor. Vedi le galline, quando fanno le uova senza guscio, io dò loro a mangiare assieme al pastone, polvere di calcare, cioè dei tufi delle case. Nel loro stomaco hanno questo athanor ad energia debole, e utilizzano gli elettroni per aggregare e formare il calcio, quindi se noi mangiamo più del dovuto, e non come vi sto informando, noi metteremo dentro merda costipata, e le malattie tornano peggio di prima. Nel 1990 sono andato a Puttaparthi da Sai Baba, in sogno mi disse di andarci. Nel periodo che mi trovavo lì, ed ero a digiuno totale, senza bere e senza mangiare, lui ha festeggiato il suo compleanno, e dalle montagne sono scesi i sadu per onorarlo e ho visto che erano così magri da sembrare usciti da un campo di concentramento, ma avevano fatto chilometri a piedi senza mai stancarsi. Quello che una normale persona mangia in un giorno, loro lo mangiano in un anno, e stanno meglio di noi, non si ammalano e vivono ultracentenari. Cioè Omega 3 e Proteine Nobili sono tutte stronzate, se diamo retta a tutta questa massa di idioti, siamo tutti rovinati.
E’ normale che se mangi come un porco puzzi di sudore e fai scappare tutti. Queste cose le capisco solo ora. Noi siamo quello che mangiamo, il codice genetico prende informazioni, possono fare tutti i digiuni che vogliono ma bisogna chiudere la frattura delle linguette nel DNA… Invece che fate? Con la temperatura di 50°C fuori e uno mangia un porco e ha 40°C dentro lo stomaco, e finisce all’ospedale, è un fattore fisiologico. Poi ci sono cibi che richiedono enzimi acidi ed altri che richiedono enzimi alcalini, chi deve digerire prima? quindi passa il tempo e va in decomposizione. Non sappiamo mangiare, gli animali sono superiori.

  • Errori Alimentari: L’uomo moderno commette almeno tre tipi di errori quando si siede alla sua tavola: 1-si iperalimenta. 2-mangia male 3-mangia cibi adulterati dalla catena di distribuzione industriale.
    L’uomo mangia 2-3 volte più del necessario, distribuendo le porzioni alimentari malamente durante il giorno, scegliendo cibi devitalizzati dalle coltivazioni, raffinazioni, sofisticazioni e conservazioni industriali.
    Se mangi pasta e pizza poi birra e coca cola, l’acido cloridrico diventa acquoso poi decomposizione, putrefazione e metano, lo stomaco gonfia e ti viene sonno perché deve intervenire il sangue con l’ossigeno per bruciare tutte quelle sporcizie che hai dentro. Il ruttino che ti viene dopo è come un peto che prende l’ascensore. Ed il corpo quando dorme si ferma, se si va a dormire mentre si digerisce non è molto buona come cosa.
    Se invece ti fai un frullato di carote dai un aiuto incredibile al tuo intestino e l’acido cloridrico si riposa! La corretta alimentazione mette in moto l’acido cloridrico. Il metabolismo umano, come i metabolismi di tutte le specie, è molto complesso e consiste in decine di migliaia di processi biochimici, in genere mediati da specifici enzimi, molecole proteiche sintetizzate sulla base delle informazioni contenute nel genoma delle cellule dell’organismo.
  • Quando il pasto è troppo complesso, in genere un normale “pranzo completo”, costituito da un primo piatto di cereali, un secondo piatto di proteine, cui spesso seguono la frutta, e magari un dolce, la digestione risulta incompleta, lunga e difficoltosa. Resti di cibo digerito male facilmente danno il via a processi di fermentazione e di putrefazione nell’intestino. Durante questi processi si sviluppano gas e sostanze tossiche. Il diffondersi in misura variabile di questi prodotti nel corpo coincide con l’indebolirsi delle difese dell’organismo, e reclama poi un grande impegno da parte degli organi deputati alla depurazione, soprattutto fegato e reni. I processi fermentativi e putrefattivi aumentano di molto la temperatura addominale interna, proprio perché allo stomaco e all’intestino deve arrivare una grossa quantità di sangue, necessaria per superare gli ostacoli digestivi; ciò favorisce una proliferazione di germi patogeni. Tutti questi fattori rendono acido il terreno danno origine non solo ai disturbi che possono essere messi in relazione con la funzione digestiva propriamente detta (cefalea, sonnolenza dopo i pasti, eruttazioni acide, bocca impastata, diarrea, stitichezza, gonfiore addominale), ma anche a malattie che interessano organi apparentemente non connessi con l’addome, come il naso (raffreddori), la gola (tonsilliti, faringiti), l’orecchio (otiti), l’apparato genitale e urinario (cistiti e vaginiti)
  • La digestione: ha il compito di trasformare il cibo ingerito in sostanze facilmente assimilabili dall’organismo.
  • Già a livello salivare comincia una digestione (predigestione) che poi finisce con l’acido cloridrico che scioglie il cibo facendolo diventare chimo, che viene poi mandato all’intestino.
  • La digestione è resa possibile dagli enzimi (presenti nella bocca, nello stomaco e nell’Intestino) che sono specifici, cioè ognuno serve ad una reazione chimica diversa (le amilasi per gli amidi, le proteasi per le proteine, le lipasi per i grassi). Il cibo viene poi assorbito dai villi intestinali.
  • La digestione dei cibi amidacei (come ad esempio i cereali, ricchi di carboidrati complessi) inizia in bocca, dove una corretta masticazione rende possibile la trasformazione dell’amido in composti zuccherini più semplici, grazie all’Intervento della ptialina. Quando questo boccone sarà deglutito, lo stomaco inizierà a produrre un succo gastrico debolmente acido, in modo che la ptialina (attiva solo in ambiente alcalino e resa inattiva dall’acidità) possa continuare il suo lavoro per almeno altre due ore; solo a questo punto il succo gastrico diventerà acido per permettere la digestione della componente proteica di cereali.
  • La digestione dei cibi proteici (carne, formaggi, uova, pesce) avviene con altre modalità e in ambiente diverso. Durante la masticazione, che dovrà essere ugualmente accurata, non vi è alcun inizio dei processi digestivi, ma sarà solo nello stomaco che un enzima specifico, il pepsinogeno, sarà reso attivo dall’acido cloridrico del succo gastrico e diventerà pepsina, in grado di iniziare la digestione proteica.
  • Vi sono cibi che richiedono una digestione lunga e complessa, altri che vengono assimilati rapidamente; anche il tipo di cottura può influenzare i tempi di assimilazione. Se ne deduce che è vantaggioso associare i cibi secondo particolari regole. Studiando il funzionamento dell’apparato digerente si scopre che esistono combinazioni di alimenti favorevoli, la cui digestione simultanea non crea problemi, anzi completa l’apporto di macro e micronutrienti del pasto, e altre combinazioni in cui questo non avviene. Eliminando tutte le combinazioni sfavorevoli la dieta diventerebbe però impossibile da attuare. Molti testi sull’alimentazione forniscono consigli molto spesso in contrapposizione tra di loro: c’è chi invita all’equilibrio, senza prendere posizioni drastiche, altri forniscono consigli che, se seguiti alla lettera, rendono la dieta rigidissima e difficilmente applicabile per un lungo periodo. Una persona in buona salute può scegliere le combinazioni degli alimenti per garantire il corretto funzionamento del metabolismo e per il piacere di mangiare.
  • Suddividiamo allora le combinazioni sfavorevoli in due blocchi: il primo contiene le regole che possono essere seguite nell’alimentazione quotidiana, poiché non penalizzano la qualità della vita a tavola e consentono il soddisfacimento dei fabbisogni del metabolismo. L’altro blocco comprende le regole che vanno seguite in caso di problemi digestivi particolari o per ottenere la massima efficienza fìsica in particolari periodi della vita, poiché seguirle sempre comporterebbe un’inutile limitazione alimentare, oltre che un possibile malfunzionamento del metabolismo
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  • Regole di base per una corretta digestione: Le regole che seguono devono essere un punto di riferimento nella alimentazione di tutti i giorni. Ovviamente è possibile trasgredire a queste regole, che andranno seguite più o meno alla lettera in base alla pianificazione degli impegni. È opportuno, comunque, non trasgredire a più di una regola per pasto. Prima di una intensa sessione lavorativa, sarà bene seguirle alla lettera, come dopo una attività sportiva intensa o dopo una giornata stressante.

Associazioni da evitare: importanza primaria:
Più è abbondante in calorie il pasto, maggiore attenzione bisogna porre alle regole, minore è la quantità di cibo introdotto per pasto, più errori possono essere tollerati dall’organismo. È importante parlare di pesi e di calorie per garantire una buona digestione. Un pasto da 1000 kcal ineccepibile come combinazione di alimenti sarà meno digeribile di un pasto da 500 kcal con 2 o 3 combinazioni sfavorevoli.

Quante calorie deve contenere un pasto “normale”? Dalle 400 alle 800. Per ogni pasto non si dovrebbero introdurre più di 25-30 grammi di proteine.
Con 3 pasti al giorno si copre un fabbisogno dalle 1200 alle 2400 kcal. Con consumi calorici superiori, bisognerà introdurre degli spuntini, oppure adottare la seguente regola: maggiori sono le calorie di un pasto, maggiori le regole da seguire per quanto riguarda le combinazioni alimentari. La quantità totale di grassi in una dieta equilibrata (cioè con una percentuale di grassi che varia dal 25 al 40%)
E’ sbagliato bere acqua mentre si digerisce, perchè l’acido cloridrico viene diluito e la digestione si ferma.. poi vomitano.. e le peggiori sono le madri in cinta.

  • Proteine di diversa provenienza: Combinazioni di diversi cibi proteici possono creare problemi. Il nostro stomaco è in grado di produrre succhi gastrici in tempi distinti e con composizioni difformi, in relazione alle diverse proteine da digerire. Per esempio, il succo gastrico per la carne è fortemente acido fin dall’inizio, quello per il latte, invece, è acido solo verso la fine della digestione, per cui una combinazione particolarmente nociva può essere quella tra carne o pesce e latte, perché questo alimento, a contatto con l’acidità dello stomaco, coagula in grumi e fiocchi che possono contenere frammenti di carne che, non venendo a contatto con il succo gastrico, rischiano di passare inalterati nel successivo tratto intestinale, dando luogo a fenomeni putrefattivi.
  • Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine: Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino. Se assunti insieme gli zuccheri permangono nello stomaco il tempo necessario a smaltire gli amidi o le proteine, dando luogo a fermentazioni che ostacolano a loro volta la digestione di amidi e proteine. Quindi è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto.
  • Vino o birra (alcool) e amidi: Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l’acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino. È bene quindi limitare l’assunzione di queste bevande ai pasti prevalentemente proteici, soprattutto quelli a base di carne e pesce.
  • Grassi cotti con alimenti proteici: I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti.
    La quantità totale di grassi in una dieta equilibrata (cioè con una percentuale di grassi che varia dal 25 al 40%) è consapevolmente limitata grazie al legame col sovrappeso corporeo che ne deriverebbe.
    I grassi cotti contenuti nei fritti, nelle carni grasse cotte, ma anche negli alimenti alla cui base c’è un soffritto, rallentano la digestione più di quelli crudi, e quando associati a proteine ne determinano una lunga permanenza nell’Intestino favorendone la putrefazione. Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine.
 
  • Associazioni Alimentari: importanza secondaria: Le regole che seguono andrebbero seguite solo in subordine alle prime, e solamente quando è necessario garantire una digestione ottimale, per esempio prima di un evento sportivo o durante la convalescenza, quando il fisico è particolarmente debilitato. Seguendo anche tali regole diventa veramente difficile garantire la corretta ripartizione dei macronutrienti ad ogni pasto, inoltre l’alimentazione diventerebbe piuttosto monotona e poco soddisfacente.  A quel punto si parla di dieta dissociata, che è una estremizzazione scientifica di alcune regole importanti dell’alimentazione. Assumere i vari cibi in momenti assolutamente diversi rischia di creare degli squilibri alimentari provocando a lungo andare carenze nutrizionali specifiche. Il monopiatto, inoltre, se da un lato facilita ed accelera la digestione, dall’altro rischia di far comparire prematuramente i sintomi dell’appetito.
  • Proteine con amidi: Per esempio la pasta o il pane con la carne. La digestione degli amidi ha inizio in bocca con la produzione di ptialina salivare, e soltanto dopo due ore viene secreto nello stomaco l’acido cloridrico che permette di assimilare la parte proteica dei cereali. Quando poco dopo si ingerisce la carne inizia una precoce secrezione di succo fortemente acido nello stomaco che determina l’inattivazione della ptialina, con la conseguenza di un rallentamento o arresto della digestione degli amidi.
    Volendo ottimizzare al massimo la digestione, bisognerebbe evitare di associare carboidrati e proteine. Se a questa regola associamo quella che consiglia di evitare zuccheri e amidi, non si possono più associare carboidrati e proteine e la dieta diventa dissociata.
  • Alimenti acidi con amidi o proteine: Cibi e bevande acide e cioè aceto, limone, succhi di frutta, frutta acida, bevande zuccherate e acidule, non andrebbero assunti con gli amidi poiché questi hanno bisogno di un ambiente alcalino; ma nemmeno con le proteine perché inibiscono la secrezione acida.
  • Frutta con amidi e proteine: Per quanto riguarda la frutta, è sconsigliato ingerirla insieme con altri cibi. Se assunta da sola non deve subire alcuna digestione nella bocca e nello stomaco e passa rapidamente nell’intestino. Gli zuccheri hanno un effetto inibitore sulla produzione di ptialina nella saliva e sulla secrezione di succo gastrico nello stomaco, rallentando la digestione degli amidi eventualmente presenti.
    Frutta oleosa e frutta dolce mangiate in uno stesso pranzo non sono digerite bene, perché mescolando l’olio di una con gli zuccheri dell’altra si producono fermentazioni alcoliche.
    Un processo analogo avviene mescolando frutta acida con cibi a base di amido. Ad esempio arance e pane; in questa combinazione gli acidi, impedendo lo sdoppiamento normale dell’amido in maltosio e glucosio, originano una fermentazione acida che favorisce l’acidificazione del sangue. E’ sconsigliato pure cibarsi contemporaneamente di frutta acida e dolce, perché si originano inconvenienti fermentazioni. Invece la frutta acida si combina bene con la oleosa, mangiando per prima la acida, ad esempio aranci e poi noci. La frutta dolce e sugosa combina a meraviglia con gli amidi contenuti nelle castagne, le banane, il pinolo (seme di pino). Attenti alla giusta composizione delle macedonie di frutta!
 
  • Altre combinazioni sfavorevoli:
  • Patate – Cereali (frumento/grano (pane), il mais, il riso, l’orzo, l’avena, il miglio, ecc.): perché la fecola di patate e l’amido dei cereali generalmente non si digeriscono contemporaneamente, cosicché quello che è stato elaborato per primo deve attendere la digestione dell’altro per essere assorbito.
  • Cipolle e ravanelli nello stesso pasto con sedano e lattuga.
  • Carote, Barbabietole, Crescione – Mai combinare con aceto.
  • I Crostacei non legano con alcool.
  • Gli alimenti di natura opposta non si devono mangiare mescolati, come il sale minerale con gli acidi e gli zuccheri.
 
  • Combinazioni Vincenti: Cibi che fanno bene insieme
    Proprietà “potenziate” da particolari abbinamentiDiverse ricerche stanno suggerendo che opportune combinazioni alimentari possono valorizzare le virtù degli alimenti, o ridurne eventuali aspetti negativi.
  • Te Verde + Succo di Limone: Il tè verde è ritenuto particolarmente salutare per la sua ricchezza in antiossidanti (catechine, in particolare), ma risulterebbe potenziato se bevuto con l’aggiunta di succo di limone. Lo studio sul tè verde, condotto nei laboratori della Purdue University (USA) e recentemente pubblicato da Molecular Nutrition and Food Research, ha voluto verificare, usando un modello che simula la digestione, se l’aggiunta al tè di alcune sostanze, compresi succhi di agrumi e vitamina C, aumentava la stabilità delle catechine che risultava molto bassa dopo la digestione della bevanda senza aggiunte. Ebbene, sia il succo di agrumi (limone, in particolare) sia la vitamina C si sono dimostrati molto efficaci nel preservare questi antiossidanti.
  • Olio E.V.O + Carotenoidi: Un’altra combinazione vantaggiosa riguarda l’aggiunta di grassi (come l’olio extravergine d’oliva) agli ortaggi ricchi di carotenoidi (pomodori, carote, verdure a foglia verde), perché i grassi favoriscono I’ assorbimento da parte dell’organismo di questi antiossidanti.
  • Aceto + Cibi ad alto indice glicemico: Un’ultima osservazione sull’aceto: se abbinato ad alimenti ad alto indice glicemico, come le patate bollite (associazione comunque da evitare), sembra parzialmente contrastare il marcato aumento della glicemia che si verifica dopo il loro consumo. L’effetto si è per ora ottenuto con quantità d’ aceto importanti, poco compatibili con le nostre abitudini.
  • Molto studiati sono stati anche gli abbinamenti che possano facilitare la utilizzazione del ferro degli alimenti di origine vegetale, come legumi, radicchio verde, spinaci, cereali (soprattutto integrali), frutta secca a guscio. Bisogna infatti ricordare che, negli alimenti, il ferro è presente in due forme: quella facilmente assorbibile caratteristica di carni e pesci, e quella poco utilizzabile dall’ organismo, che si trova appunto nei vegetali. Ma si è visto che, accostando carne o pesce a vegetali fonti di ferro, se ne migliora sensibilmente l’assimilazione. E lo stesso si verifica abbinando i vegetali a buone fonti di vitamina C, come il cavolfiore o come kiwi, agrumi, fragole mangiati nello stesso pasto. Al riguardo, uno studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, ha evidenziato che l’aggiunta di una porzione di cavolfiore bollito ad un menu vegetariano, con basso assorbimento iniziale di ferro, aumentava l’assorbimento di questo minerale di 2 volte e mezzo. Questi accorgimenti si addicono a coloro che più difficilmente riescono a soddisfare i fabbisogni di ferro, come le donne in età fertile, mentre possono essere controproducenti nei soggetti affetti da emocromatosi genetica che assorbono già ferro in quantità eccessiva.

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